Inserito da: Paolina | Novembre 29, 2009

Intervista alla scultrice romana Anna Maria Angelucci

Fig. 1

Nata a Roma nel 1968, Anna Maria Angelucci si appassiona fin da piccola all’arte e alle sue molteplici forme espressive, praticando in particolare pittura e modellato. Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti nella sezione scenografia, espone in Spagna e in Germania, in numerose collettive e personali. Oggi vive e lavora come scultrice e insegnante di scultura in terracotta a Roma.

Come nasce una tua opera?

Nasce da una predisposizione al “gioco”. Posso partire da un materiale: metto le mani in pasta e il resto viene da sé. Posso appassionarmi ad una forma e svilupparla fino all’”esaurimento”. Posso afferrare un immagine-intuizione che affiora casualmente fuori dal laboratorio dove lavoro  ma che pulsa vivida evidentemente nel laboratorio della mia mente, infine metterla in cantiere. Non ho dei temi prescelti e solo a lavoro finito, a distanza di tempo, riesco a scorgere e a capire qualcosa del loro significato intrinseco.

Fig. 2

Quali qualità ritieni necessarie per uno scultore?

Immaginazione, forza fisica, lungimiranza, pazienza, fisicità.

E quali qualità ritieni necessarie per un insegnante di scultura?

Empatia, capacità manuali, conoscenza tecnica, cultura artistica e amore e passione nel trasmettere e far gioire il prossimo di quello che si può realizzare, infondere un gioioso approccio verso l’arte e la libera creatività in generale.  

Visto il carattere prevalentemente pratico di questo blog, hai un suggerimento tecnico o un consiglio da condividere con tutti?

Per gli scultori che usano la creta, consiglio di manipolarla quando non è troppo umida per poterla lavorare morbidamente ma con fermezza, evitando di mettere troppa acqua. L’oggetto, inoltre, deve seccarsi molto lentamente. Un altro consiglio è quello di sperimentare, oltre al modellato, anche il graffio quando la creta è a durezza cuoio o più dura. Importantissimo poi è andare alle mostre d’arte, confrontarsi il più possibile con altre menti artistiche e con l’immensa possibilità e felicità che dà l’essere liberi, creativi e poi artisti.

Fig. 3

Fig. 4

Inserito da: Paolina | Novembre 18, 2009

Tre domande allo scultore olandese Peer van Gennep

Peer van Gennep, nato a Helmond (Olanda) nel 1957 è uno scultore autodidatta, sebbene abbia appreso le tecniche e i differenti approcci alla forma da vari maestri. Ciò ha contribuito ad individuare il proprio stile e il personale modo di lavorare. Ha iniziato a scolpire nel 2002  e, immediatamente, la scultura è diventata una vera e propria passione. Talvolta Peer lavora sulla base di uno schizzo o di un modello in creta, altre volte inizia d’istinto, senza aver prima stabilito un piano preciso, lavorando direttamente sulla pietra mentre l’immagine sembra crearsi da sola sotto le sue mani, sviluppandosi dal suo punto di inizio. Si tratta di una vera e propria sfida: trasmettere un’emozione, a partire da un materiale duro e ribelle come la pietra. Attualmente Peer insegna scultura e pittura presso gli studi GGZ Oost Brabant (a Helmond e a Veghel).

Dice Peer dell’atto creativo:

“Un momento: intrappolato, sereno e immortale.
Tagliarsi fuori da contesti etici.
È tutto focalizzato su questo aspetto e su ciò che si modifica nel proprio ambiente”

Peer, in che modo hai iniziato a scolpire la pietra?

Un giorno avevo bisogno di uno scaffale per casa mia e, non avendo i soldi, trovai delle pietre gratis. Allora iniziai a scolpirle per formare una mensola fatta di pietre accatastate, che intagliai, dando loro la forma voluta. In seguito a questo episodio la passione per la scultura non è più andata via.

Qual è la tua fonte di ispirazione?

La mia ispirazione scaturisce dalle emozioni e dalle relazioni umane. Esprimere un’emozione è uno degli elementi fondamentali nel mio lavoro, che può risultare toccante, provocare un sorriso o anche mettere in discussione chi guarda l’opera.

Quali sono le tre principali qualità che, secondo te, deve possedere uno scultore?

Uno scultore deve amare un tipo di lavoro duro e intensivo. Inoltre deve essere flessibile, perché la pietra non sempre è plasmabile nel modo che vogliamo. Quindi talvolta può essere necessario modificare l’idea originaria per adeguarla alle caratteristiche della materia. Infine è molto importante, naturalmente, amare il materiale scelto per scolpire.

Inserito da: Paolina | Novembre 3, 2009

La steccatura o rifinitura “a cucchiaio”

Si tratta di una tecnica molto antica, risalente alla preistoria, che consiste nell’uso prolungato di uno strumento (stecca di legno, corno, pietra o, più recentemente, cucchiaio metallico) per rendere compatta e liscia la superficie di un oggetto di creta in fase di essiccazione (da realizzare quando la creta è a consistenza “cuoio”, né troppo morbida, né troppo dura). Dalla steccatura possono derivare motivi ornamentali, con gradevoli effetti di chiaro-scuro, o semplicemente si può rendere più lucente un pezzo: le particelle argillose, a causa dello strofinio, affiorano in superficie, allineandosi e stringendosi tra loro, diminuendo la porosità dello strato più superficiale e avendo come effetto la lucidatura naturale del pezzo. Originariamente l’intento era soprattutto quello di rendere, quanto più possibile, impermeabile il vasellame. Successivamente servì anche per il decoro, grazie all’effetto-contrasto che si viene a creare tra la parte lucidata e quella rimasta opaca: la cromaticità è senz’altro interessante e molto naturale, da provare senza fretta anche nella frenetica era tecnologica (Fig. 1).

Fig. 1 - scultura rifinita con la tecnica della steccatura

Fig. 1 - scultura rifinita con la tecnica della steccatura

Inserito da: Paolina | Settembre 25, 2009

Vi aspetto!

scultura settembre 2009 per web

Inserito da: Paolina | Settembre 20, 2009

New York Minute: 60 artists on NY scene

Ecco a voi i 60 migliori artisti che gravitano intorno alla città di New York. Questa mostra li espone per la prima volta, tutti insieme: ogni singola opera contiene l’immediatezza e l’energia racchiusa in un minuto newyorkese. L’espressione si riferisce proprio alla velocità a cui newyorkesi rispondono agli stimoli, con il pizzico di impazienza, di ingenuità e senza pensarci troppo su.

Dicevano gli Eagles:

in a New York Minute
Everything can change
in a New York Minute
Things can get pretty strange.

 

foto 2

foto5

 

In effetti alcune opere incuriosiscono, altre possono lasciare alquanto perplessi, ma forse è proprio questo lo scopo della mostra. In ogni caso si tratta di stimoli, a cui reagire con lo stesso atteggiamento d’oltreoceano: impazienza e ingenuità, lasciandosi trasportare dall’emozione del momento.

MACRO FUTURE ROMA – Piazza Orazio Giustiniani, 4
dal 20 settembre al 1° novembre 2009

Inserito da: Paolina | Settembre 16, 2009

Realizzare un tavolo da esterno in ceramica

Per realizzare un tavolo da esterno a mattonelle è necessario essere precisi nel lavoro della ceramica e, contestualmente, individuare un buon fabbro. Oltre al notevole risparmio economico, il tavolo fai-da-te vincerà in originalità e creatività, sia per la scelta dei colori, magari alternati all’uso della terracotta grezza, sia nell’ideazione di piacevoli e personali geometrie. Inoltre si avrà l’indubbio vantaggio di poter stabilire con esattezza la misura di cui si abbiamo bisogno.

foto2

Come procedere

  1. tagliare a misura una tavola di legno marino (che ha il pregio di non gonfiarsi con la pioggia e l’umidità) dello spessore di circa 2 cm;
  2. tracciare su un foglio, della superficie esatta del tavolo, il disegno geometrico da realizzare;
  3. riportare su cartoncino  le forme geometriche e ritagliarle singolarmente, per incidere sulla creta la forma delle mattonelle, in modo sempre identico;

Si può utilizzare una creta tipo sensepolcro o bianca, lavorandola a lastra con il mattarello, facendo attenzione a:

  1. porre 2 liste di legno laterali alla lastra dello spessore di 1 cm circa, sulle quali appoggiare e fare scorrere il mattarello, in modo che anche  lo spessore delle mattonelle risulti uniforme;
  2. ritagliare le forme in modo perpendicolare, incidendo prima leggermente il disegno intorno al cartoncino e poi utilizzando qualcosa di tagliente lungo l’intero lato di ogni parte, evitando di  trascinare il punteruolo, perché le mattonelle non risultino approssimative;
  3. fare seccare le mattonelle su una tavola di legno grezzo, girandole di tanto in tanto per non farle imbarcare.
  4. cuocere le mattonelle.

 

Colorazione a smalto

Una volta cotte le mattonelle, si passa alla colorazione, tenendo presente che, quando si maneggiano gli smalti, occorre usare guanti usa e getta e mascherina e, se possibile,  fare queste operazioni all’aria aperta, o almeno areare bene l’ambiente. Dunque:

  1. preparare lo smalto (vd. “smalti e cristalline: i rivestimenti vetrosi della terracotta”, ArGiLLaDreaM, 15 gennaio 2009) in una bacinella;
  2. mettere a fianco di questa, un’altra bacinella vuota, su cui appoggiare 2 stecche di legno, dove poter mettere a seccare le mattonelle quando lo smalto è ancora  liquido;
  3. versare con il mestololo lo smalto su tutta la superficie della mattonella, senza preoccuparsi di eventuali colature laterali, che si elimineranno quando lo smalto sarà secco con una spugna umida, strofinando sui lati e sul retro della mattonella (lo smalto si toglie molto facilmente).

Quando lo smalto sarà asciutto, si passerà alla seconda cottura. Quindi si ricostruirà il disegno, appoggiando tutte le mattonelle sul legno e, successivamente, incollandole con precisione con la colla per mattonelle. Una volta attaccate, si utilizzerà lo stucco per coprire le fughe tra una mattonella e l’altra.

Preparata la superficie del tavolo, la si porterà dal fabbro, che provvederà ad inserirla all’interno di una struttura in ferro del colore che preferiamo, con un fondo  nascosto di ferro zincato, dove poggierà la base di legno marino, che risulterà del tutto invisibile.

 

foto

Inserito da: Paolina | Settembre 2, 2009

Giovanna Ceccaroni Cambi-Voglia: scultrice e… zia

L'artista Giovanna Ceccaroni

Giovanna Ceccaroni Cambi-Voglia è nata a Torino nel 1939. Fin dall’infanzia è stata attratta dall’arte e dalla ceramica che suo zio, l’accademico Rodolfo Ceccaroni, ha accresciuto in lei. Il sentimento religioso e la Bibbia stessa sono l’origine e l’ispirazione delle sue terrecotte, dove traspare la figura femminile nel suo ruolo di costruttrice di uomini.

colonne

Personalmente devo dire che la Giovanna (zia non è un termine che le piaccia e l’articolo è tipico della zona in cui vive – la Romagna) è stata fondamentale nella mia formazione dal punto di vista artistico, e non solo. Gemella di mia madre, entusiasta e gioiosa nella crescita dei bambini, con pazienza ed empatia ha trasmesso a mio fratello e a me la passione per la creta nei primi anni di vita (quindi è responsabile indiretta anche dell’esistenza di questo blog!).  

La grande madre di Dio

Delle sue terrecotte Mons. Ersilio Tonini dice:

è luce che piove dall’alto, sono immagini che affiorano dalla creta; sono figure che riecheggiano pagine dell’Antico e del Nuovo Testamento, quasi ideale presepe visto come metafora della condizione umana: l’attesa di una venuta che sola può saziare e dare compimento al desiderio dell’uomo….
è un dono prezioso quello che Giovanna ci ha fatto; gliene siamo grati: è alimento per lo spirito, è gioia degli occhi, quasi un breviario dell’anima.

Giovanna ha esposto nel 1985 alla Galleria “La Meridiana” di Recanati, insieme al pittore Philippe Artias, artista che ha lavorato 5 anni a Valauris con Pablo Picasso, nel 1988 nella mostra degli artisti contemporanei cesenati “di fronte a Maria”, nel 1992 nella personale a S. Damiano in Assisi in occasione della festa del Cantico.

Il Prof. Luigi Dania, in occasione di questo evento, la presenta così:

Il suo mondo è legato alla casa, alla famiglia, al culto delle cose semplici, compenetrate con l’apporto della mente e del cuore, con l’ausilio di un medium antico e moderno insieme, la terracotta… Le sue creazioni potrebbero richiamare nello spirito e nel sentimento gli scomparti di predelle di scuola senese del ‘400, gli eventi fantasiosi che un Gentile da Fabriano, un Angelico, un Sassetta hanno saputo consegnarci, ed in parte legate al dialogare di antica saggezza e di vivida e sentita compenetrazione umana che Rodolfo Ceccaroni ha saputo affidarci. Tutto viene esternato con rara intimità, misura ed equilibrio. Una scultrice, la Ceccaroni, che riesce a riscoprire orizzonti dimenticati su cui meditare.

A tutte le donne con la casa sulle spalle

L’architetto Vittorio Gandolfi prosegue:

Dotata dalla Natura di una particolare sensibilità per la materia che tratta, Giovanna sa trasfondere nella plasticità dell’argilla l’umanità di tante situazioni, colte con discrezione e sincerità nella loro immediatezza. Sorprendente è la rapidità con cui, dopo giorni e anche mesi di interna maturazione del soggetto prescelto, l’opera nasce e si abbozza in vitali sintesi. Sempre comunque nello spazio di un giorno, entro l’arco di luce del sole che nasce e che muore, col ritmo spontaneo della Natura, che è la logica conseguenza del sentire naturalistico di questa artista.

L'aureola delle cuoche - A tutte le bambinaie

 

Vorrei concludere sottolineando un aspetto forse trascurato dai critici, che filtra e fa da sfondo, in maniera discreta, a molte sue opere (come quest’ultima): si tratta del dono dell’ironia. Sottile e, a volte, appena accennata, fa parte integrante del suo essere e del suo vivere. Con un’aureola a forma di padella ci strappa un sorriso e contribuisce ad alleviare l’aspetto pesante della nostra quotidianità.

L’arte è protagonista al GIFFONI FILM FESTIVAL con la mostra ARTABU’ – ICONE DELLA TRASGRESSIONE – Convento di San Francesco (Giffoni Valle Piana) 12 -25 luglio 2009

Il Festival cinematografico di Giffoni giunto alla sua 39° edizione rinnova l’appuntamento con l’arte e presenta la mostra “Artabù – icone della trasgressione” in esposizione al Convento di San Francesco di Giffoni dal 12 al 25 luglio. La mostra, che riprende il tema “Tabù” di questa edizione del Festival, propone le opere di 28 artisti contemporanei italiani e stranieri, che esprimono il rinnovamento del linguaggio artistico in relazione al rapporto tra arte e società. L’arte, così come il cinema, ha in molti casi saputo raccontare la metamorfosi dei linguaggi umani e comportamentali anche in conseguenza dei condizionamenti dovuti allo sviluppo scientifico e tecnologico. Gli artisti selezionati Ekaterina PANIKANOVA, Gennaro VALLIFUOCO, Angelo COLAGROSSI, Gonzalo ORQUIN, Piero MASCETTI, Marco VERRELLI, Claudio SPOLETINI, Paolo FIORENTINO, Massimo LIVADIOTTI, Fernando ZUCCHI, Stefania MILETO, Mario FERRANTE, Mauro MAUGLIANI, Marta CZOK, Pietro L. CAMPUS, Eros RENZETTI, Sergio CECCOTTI, Massimiliano GIARA, Francesco IMPELLIZZERI, Andrea DI MARCO, Mauro DI SILVESTRE, Francesca TULLI, Sandro SANNA, Andrea CHIESI, Gioacchino PONTRELLI, Hannu PALOSUO, Pietro MANCINI, Marco COLAZZO hanno all’attivo mostre personali in Italia e all’estero e hanno avuto importanti riconoscimenti artistici quali il Premio Michetti e il Premio Terna e hanno partecipato alle varie edizioni della Quadriennale di Roma e della Biennale di Venezia. Ognuno di loro ha espresso il proprio pensiero sul tema del tabu, inteso come dimensione mentale, che filtra la realtà secondo le proprie esperienze personali e collettive. Le idee nel loro farsi opere diventano icone della trasgressione nel senso etimologico di tràns-gredire (andare al di là), e come superamento della barriera del silenzio che impedisce il dialogo. La mostra “Artabù – icone della trasgressione” è suddivisa in tre principali nuclei tematici: l’uomo, la natura, la scienza, compresi nella loro declinazione antropica. L’elemento che accomuna tutti gli artisti invitati è senza dubbio la ricerca – ognuno secondo le proprie qualità artistiche e professionali– sia da un punto di vista contenutistico che espressivo. Quest’anno il Giffoni Film Festival ha istituito il premio “Giffoni per l’arte” che verrà consegnato ad una delle opere in mostra, che saranno valutate e votate da tre differenti giurie composte dai ragazzi della Giuria del Festival, da una commissione di giornalisti italiani e stranieri presenti al Festival e da tutti gli iscritti al social net work “Community” all’interno del sito del Festival, che potranno votare on line l’opera preferita.

Il premio consiste in 3 sculture in terracotta policroma realizzate dallo scultore ceramista Massimiliano Giara che rappresentano il Grifone, simbolo di Giffoni. La mostra è patrocinata dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno e dal Ministero per i Beni e Attività Culturali (Direzione generale per il Cinema) ed è a cura di Salvatore Colantuoni, coadiuvato dal comitato scientifico composto da Claudio Gubitosi, Direttore artistico del Giffoni Film Festival, Alfonsina Novellino, Presidente Aura Giffoni F.F, Francesco Florenzano, Presidente U.P.T.E.R., Valentina Ciarallo, Storica dell’Arte, Antonella Martini, sociologa ed antropologa, Alberto Castellano, critico cinematografico de “Il Mattino” e Marica Ciaprini, consulente cinematografica.

ARTABU’ – ICONE DELLA TRASGRESSIONE a cura di Salvatore Colantuoni Convento di San Francesco (Giffoni Valle Piana) via S. Francesco a Giffoni Orari: 10 /13 e 16/19.30 Ingresso libero

Inserito da: Paolina | Luglio 10, 2009

Giocare con la creta: un intrattenimento anche estivo

Quando si ha a che fare con i bambini, anche una giornata estiva ha necessità di essere variata in diversi modi.

Al mare, per esempio, non la si può certo passare interamente al sole: il rischio è nervosismo, scottature e agitata stanchezza.

Un modo per divagare, magari anche in compagnia degli amici, è quello di riunirsi un pomeriggio in un luogo ombroso e dedicarsi all’arte, nella sua forma più primordiale: imprimere qualcosa sulla creta.

Abbiamo già parlato delle impronte di mani e piedi, che sono di sicuro effetto e servono anche a testimoniare una fase di crescita del bambino, oggi, però, vi voglio proporre un lavoretto di sicura soddisfazione per i bambini a partire dai 3 anni o anche più piccoli, purché ben assistiti da adulti pazienti.

Materiale necessario:

  • creta tipo sansepolcro;
  • filo per la creta e attrezzi vari (stuzzicadenti lungo di legno per spiedini, martello di legno, mattarello);
  • sottopentola di paglia con decori o, magari, un centrotavola ricamato di cui vi volevate disfare da parecchio tempo.

 Azioni:

  1. tagliate con l’apposito filo una fetta di creta dall’intero blocco (2-3 cm di spessore);
  2. fatela lisciare al bambino con il mattarello, facendo attenzione a non assottigliarla troppo;
  3. prendete il sottopentola di paglia decorato o il discutibile centrotavola ricamato e appoggiatelo al centro della lastra di creta;
  4. battete uniformemente sopra all’oggetto con il martello di legno, facendo attenzione a non spostarlo e a non battere troppo forte (si rischia di non riuscire più a staccare il pezzo), né troppo poco (si perderebbero alcuni dettagli del decoro);
  5. staccate con cautela l’oggetto;
  6. il rosone ricavato può essere scontornato o sistemato con lo stuzzicadente di legno, con cui eventualmente incidere anche firma e data;
  7. se prevedete di appendere il lavoro alla parete dopo la cottura, fate un foro piuttosto largo (ricordando che in cottura si restringe);
  8. fate asciugare il pezzo, girandolo di tanto in tanto da una parte all’altra o ponete dei pesi agli angoli per non farlo imbarcare.

Fig. 1 - il risultato

Vedrete come un oggetto, per lo più insignificante o perfino di cattivo gusto, può avere una resa poetica sulla creta.

La soddisfazione del bambino è grande perché, con qualche piccola accortezza, si riesce subito ad ottenere un ottimo risultato, degno di un navigato ceramista!

la pergola arte a palazzo medici riccardi2

Si svolgerà a Firenze, dal 17 al 23 giugno, la prestigiosa mostra internazionale di pittura e scultura “LA PERGOLA ARTE A PALAZZO MEDICI RICCARDI” con il Patrocinio della Provincia di Firenze.

L’inaugurazione è prevista per mercoledi 17 Giugno, ore 18.00.

Artisti selezionati:

LILLY BROGI, DOMENICO ASMONE, ALESSANDRO ANDREUCCETTI, VINCENZO ARMATO, ROSSELLA BALDECCHI, FLAVIO BARTOLOZZI, MAURO BINI, IGINA BIRIACO,BLU KOBALTO, AMELIO BUCCIANTINI, ALESSANDRO CIANTELLI, FRANCO CAPPELLI, GIORGIO GIACOMELLI, NICOLA GIUSFREDI, PAOLA GRIZI, MAURO MARRUCCI, ALBERTO MARINI, ANTONIO MARTINI, ANNA MARIA MASONI, CHRISTIANO MUNTONI, PATRIZIA MURAZZANO, PAOLO PALANDRI, VACLAV PISVEJC.

Inserito da: Paolina | Maggio 1, 2009

Come fare un bassorilievo in terracotta

La base del bassorilievo

Per fare un bassorilievo occorre, per prima cosa, realizzare una base adeguata per dimensioni, uniformità e spessore:

  1. tagliate con l’apposito filo strati uniformi e piuttosto spessi di creta dal blocco che avrete comprato (si può utilizzare una creta tipo sansepolcro, comunque è preferibile inizialmente una creta non bianca in quanto tendenzialmente meno plastica);
  2. stendete la creta su una base solida e porosa (ad esempio una base di legno grezzo) facendo attenzione a unire bene i pezzi prima con il martello di legno, poi aiutandovi con i polpastrelli da entrambi i lati, senza lasciare aria all’interno, fino a ricoprire tutta la superficie destinata alla realizzazione del bassorilievo;
  3.  una volta uniti i pezzi da entrambi i lati, passate con il mattarello per uniformare lo spessore e la superficie. Se lo spessore appare fino in alcuni punti, aggiungete altra creta fino a raggiungere uno spessore abbastanza consistente  (3 cm circa) e uniforme (considerando che molta creta verrà tolta per realizzare il bassorilievo).

La creazione del bassorilievo

A questo punto si procede alla creazione del bassorilievo:

  1. incidete in superficie il disegno bidimensionale con un punteruolo;
  2. aggiungete creta nei punti convessi della figura e, successivamente, scavate dove l’immagine dovrà risultare concava con l’aiuto di mirette piccole e stecche di legno, in modo graduale per limitare gli errori;
  3. solo dopo aver raggiunto l’effetto desiderato, perfezionate e scavate meglio ciò che da carattere al lavoro;
  4. una volta terminato il bassorilievo, aiutatevi con una spugna umida per lisciare e perfezionare le superfici.

Essiccazione

La fase dell’essicazione è particolarmente delicata e deve avvenire molto gradualmente e lentamente:

  1. Per evitare il rischio di fare “imbarcare” la lastra, conviene porre dei pesi (non eccessivi) e lisci (per non lasciare impronte), in particolare lungo i bordi della lastra;
  2. quando questa raggiungerà la “durezza cuoio”, svuotate da dietro la lastra, facendo attenzione a non assottigliarla troppo, lasciando uno spessore uniforme e ricordandosi di lasciare sui lati un bordo di 2 cm circa di larghezza, o comunque proporzionale alle dimensioni del bassorilievo;
  3. con un punteruolo o uno stuzzicadenti bucherellate in superficie la lastra nella parte interna per evitare al massimo rotture in fase di cottura;
  4. perfezionate il bordo, se necessario, con una miretta grande e lisciatelo con una spugna umida;
  5. lasciate seccare a lungo il bassorilievo prima di cuocerlo.

Materiali necessari

  1. creta (tipo san sepolcro);
  2. tavola in legno (abbastanza spessa affinché non si incurvi con il peso della creta);
  3. mirette di varia dimensione;
  4. stecche in legno  di varia dimensione;
  5. punteruolo;
  6. mattarello;
  7. martello di legno.

invito

Con questo terzo appuntamento l’Hotel dei Giovi apre una vetrina sull’arte contemporanea.

Con cadenza mensile pittori, scultori ed incisori si avvicenderanno con una selezione di opere pensate ad hoc per una clientela raffinata ed internazionale.

 

Paola Grizi, nata a Roma nel 1968, è cresciuta in una famiglia dove l’arte è tradizione: nipote, per parte materna, del ceramista Rodolfo Ceccaroni, per parte paterna del pittore e scultore Piero Grizi, le cui opere sono state esposte, a oltre 30 anni dalla morte, in una personale al Vittoriano di Roma nel 2007. Acquisisce in famiglia la sensibilità per l’arte e coltiva questa passione fin dall’infanzia, parallelamente agli studi.

Dopo essersi laureata in Lettere, si dedica al giornalismo, all’editoria, alla grafica.

Ha seguito diversi corsi d’arte ed ha recentemente deciso di dedicarsi a tempo pieno alla scultura.

Nel 2009 ha esposto ad Art O’ a Roma, ha ottenuto a Firenze il Premio Speciale della critica al Premio Internazionale “La Pergola Arte” Piccolo Formato.

 

Questo hotel raffinato occupa una posizione strategica nel cuore della Brianza, tra Milano e Como, e vicino agli aeroporti ed ai maggiori centri business.

Se siete in zona per lavoro potrete usufruire della connessione internet a banda larga con wifi, di due sale riunioni con proiettori e videoproiettori e di un gazebo in giardino disponibile per riunioni e ricevimenti.

L’hotel si trova a 20 minuti di distanza dall’aeroporto di Linate, a 30 minuti da Malpensa e da Orio al Serio ed in diretta prossimità del centro espositivo, del centro di Milano e della fiera di Rho Pero.

 

 

Curatela:

D.ssa Adelinda Allegretti

ad.allegretti@inwind.it

www.allegrettiarte.com

+39 328 6735752

Inserito da: Paolina | Aprile 6, 2009

Due soddisfazioni personali

Art O’ a Roma

 Al Palazzo dei Congressi di Roma si è svolta Art O’, una fiera molto importante per un paese, come l’Italia, dove il sistema dell’arte è ancora giovane e per certi aspetti fragile, dove gli artisti hanno bisogno di interlocuzioni chiare con musei, fondazioni, gallerie, curatori e collezionisti. All’interno di una società globale, la stessa definizione di opera d’arte e il suo senso etico e politico è in via di trasformazione. 

L’evento, alla sua seconda edizione,  ha avuto inizio giovedì 2 aprile sera con un grande opening per poi essere aperto al pubblico dal 3 al 5 aprile. Diretto dal critico e curatore indipendente Raffaele Gavarro, ha visto all’opera un gruppo di curatori, che hanno coadiuvato il direttore nelle scelte, mirate ad individuare situazioni emergenti e con una forte vocazione alla ricerca.

Le mie sculture sono state esposte all’interno dello stand della galleria Giudecca795 di Venezia, e questa è stata la prima soddisfazione (Fig. 1).

Art O’  ha, infatti, ospitato una selezione di circa 50 gallerie dall’Italia e da tutto il mondo, oltre a magazine specializzati, editori, musei e programmi di talk,  seguendo il grande impulso che l’arte contemporanea ha conosciuto  in questi anni, scrollandosi di dosso i soliti e vecchi luoghi comuni.

Già prevista la prossima edizione, che si terrà dal 16 al 18 aprile 2010.

 

Fig. 1 - dal catalogo di Art O' - pag. 74

Fig. 1 - dal catalogo di Art O' - pag. 74

 

Il premio internazionale “La Pergola Arte” piccolo formato (Firenze)

 

L’altra soddisfazione è stata ottenere il premio speciale della critica (Fig. 2) al Premio internazionale “La Pergola Arte” piccolo formato.  

Arrivata a Firenze in ritardo, sono entrata nell’Auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze, dove si teneva la cerimonia, proprio mentre stava avendo inizio la premiazione. Entrata nel silenzio più assoluto, a sorpresa mi hanno chiamato per prima come vincitrice del premio speciale della critica! Appena in tempo… Seduta e rialzata nel giro di 10 secondi,  devo dire che la soddisfazione è valsa il viaggio.

 

Fig. 2 - la targa del premio

locandina-piccolo-formato1

Domenica, 29 marzo, alle ore 16.30 si inaugura a Firenze, presso la Galleria La Pergola, la mostra collettiva dei 43 artisti selezionati per il “Premio Internazionale La Pergola Arte Piccolo Formato 2009“.
Pittori, scultori e fotografi a confronto sul piccolo formato.

Gli artisti selezionati sono: Brighart , Cristina Anna Adani, Riccardo Antonelli, Vincenzo Armato, Silva Barni, Laura Belloni, Alfredo Biagini, Samantha Boni, Giorgia Carraro, Stefania Catastini, Cecilia Cavallini, Anna Cerrone, Carlo Contegno, Paola Demuro, Giuseppe Devoti, Sabrina Faustini, Giuseppe Fragomeno, Galliano Gallo, Maria Gambacorta, Nadia Gilli, Maria Teresa Giovannetti, Nicola Giusfredi, Paolo Granchi,
Paola Grizi, Thomas Hirsch, Daniele Leoni, Dante Malori, Giuseppe Manneschi, Maria Matti “Mathi”, Christiano Muntoni, Giuseppe Nora, Mirella Orlandini, Maurizio Piccirillo, Vaclav Pisvejc, Marina Profumo, Elena Reggiani, Maria Luisa Sabato, Luca Sbenaglia, Giacomo Sonaglia, piero tonfoni, Pavlos Triantafillou, Fabrizio Vascotto, Teresa Visceglia.

La Pergola Arte, associazione di largo respiro dove l’artista quotato si trova a fianco del giovane emergente talentuoso, credo questo sia il migliore modo di fare arte che ha in prospettiva inserimenti nelle gallerie e nei musei più importanti di questo moderno occidente. Straordinaria sempre al di là del momento storico in cui viviamo, la vena lirica che è alla base del linguaggio di tutti i lavori presentati, segno e colore si animano di moti prepotenti e continui che vivificano ogni atto e ogni cosa nell’ arte. E’ linguaggio sempre rinnovato al di là della cultura e delle tradizioni. il formulario che ha comune denominazione di alta espressività.
Talvolta la presenza umana si nota con mistico e ricco apprezzamento in queste eccezionali ed eterogenee pagine di catalogo, deposito di questo contemporaneo passaggio artistico epocale.

Michael Musone

LA PERGOLA ARTE ASSOCIAZIONE CULTURALE
Via della Pergola 45 rosso – 50121 Firenze

Orari di apertura: Mar Merc Gio Ven e Sab dalle ore 16.30 alle ore 19.30.
Chiuso la Domenica e il Lunedì.

Inserito da: Paolina | Marzo 10, 2009

ArtFair in Open City: Giudecca795 a Roma, 3-5 aprile 2009

n55981719555_2183

Giudecca 795 è lieta di annunciare la propria partecipazione ad Art Fair in Open City (Art-O’) 2009, Palazzo dei Congressi, Roma Eur, nello stand 41 “Atrio dell’Arte”.
Galleria d’arte contemporanea dall’intensa attività espositiva, luogo innovativo per la promozione artistica, Giudecca 795 – il cui nome è anche l’indirizzo – si trova sull’isola veneziana della Giudecca, che sta conoscendo uno sviluppo culturale e turistico di qualità. Giudecca 795 significa 200 mq. di opere d’arte – scultura, pittura, fotografia, e recenti acquisizioni video – in un palazzo cinquecentesco a pochi metri dall’Hotel Hilton Stucky e dall’Harry’s Dolci di Arrigo Cipriani, in una collocazione davvero unica.
Mission di Giudecca 795 è promuovere nuovi talenti accanto ad artisti affermati, sempre con uno sguardo alle nuove tendenze e all’originalità..
Certamente non comune, anzi unico al mondo, è uno dei personaggi che Giudecca 795 – presenta ad Art-O’ con alcuni lavori originali, come anteprima romana della personale di un “astrattista” davvero speciale: Cholla, il cavallo-pittore. Il quarto animale più quotato al mondo, dipinge tenendo il pennello tra i denti e prendendo il colore da solo. E’ un cavallo Mustang americano, semiselvaggio, non ammaestrato; il suo è un comportamento spontaneo e giocoso, un caso internazionale che sta facendo discutere etologi, studiosi e critici d’arte, ed è all’attenzione dei media dopo aver ricevuto una menzione speciale in un concorso di pittura “normale”; ha già i suoi estimatori e collezionisti (così fu negli anni Cinquanta anche per Congo, uno scimpanzè pittore che affascinò Picasso e i cui lavori furono persino battuti all’asta). In esclusiva e per la prima volta oltreoceano, 30 acquerelli di Cholla saranno quindi esposti a partire dal 24 Aprile 2009 a Venezia. E’ arte o no? Il dibattito è aperto, al catalogo in preparazione contribuiscono l’etologo Danilo Mainardi e critici d’arte.
Con ironia e curiosità intellettuale, Giudecca 795 è quindi orgogliosa di presentare, insieme a Cholla, i suoi “veri” e divertiti artisti umani, con opere di: Archivio Arici, Basfi, Berico, Grizi, Guaitamacchi, Katz, James King, Mizo, Ottier, Pasqual, Pasquini, Radeva, Richter, Zhurkov.
Tra gli altri artisti in galleria: Baccanti, Batich, Brindisi, Campanelli, Cascella, Crippa, De Boni, Deandrea, Failla, Imhoff, Liviero, Meister, Morandini, Nespolo, Sambo, Tadini.
La Fiera di Roma: ArtO’, International Art Fair in Open City (Palazzo dei Congressi, Piazza John Kennedy 1, EUR) è facilmente raggiungibile – anche in automobile – sia dai due aeroporti di Roma, che dall’autostrada A1; la Stazione Termini è a 15 minuti. Servizio navetta dal centro della città (Palazzo Venezia) alla fiera, dalle 10.30 alle 19.30 (una ogni ora).

Vernice ad inviti: 2 Aprile dalle 21,30 alle 24.

Apertura al pubblico: dal 3 al 5 Aprile dalle 11 alle 21. Sito: www.art-o.org

Giudecca795 Art Gallery, Fondamenta S.Biagio 795 – 30133 Venezia – Tel (+39) 3408798327 – website: www.giudecca795.com

Fig. 1 - Giudecca795: stand 41

Fig. 1 - Giudecca795: stand 41

Inserito da: Paolina | Marzo 3, 2009

il mecenatismo nell’arte? Game over!

Tra i concorsi e i premi che avevo individuato come validi, ce n’era uno particolarmente interessante: il premio arte ingenua 2008: “Play the game, mettiti in gioco con l’arte”.  Riservato ai giovani artisti (pittura, scultura, fotografia) prevedeva un primo premio da 30.000 euro , mirato proprio all’aiutare i nuovi talenti nel difficile compito di fare dell’ arte una professione. Venivano richieste molte specifiche, inclusa la poetica dell’opera, le precedenti mostre, ecc. ecc. l’installazione mi era venuta abbastanza di getto (fig. 1), mentre sulla poetica avevo avuto qualche difficoltà, in quando spiegare qualcosa che è di fatto, irrazionale, è piuttosto complicato. Ma avevo deciso di partecipare e, la sera prima dell’utimo giorno utile, ho fatto le ore piccole per terminare quanto richiesto. Il titolo dell’opera è quello che mi è venuto in mente per ultimo, quasi un presagio: “Game over”. Si parlava di gioco, l’installazione accennava all’operosità distruttiva dell’uomo, dunque game over!

Fig. 1 - Game over

Fig. 1 - Paola Grizi: Game over

Sabato mattina raccomandata alle poste, insomma tutta una trafila che, a saperlo, mi sarei davvero risparmiata. Non ricevendo risposta, sono andata a controllare sul sito e… sorpresa!

Con grande rammarico mi trovo a doverVi comunicare che il Secondo PREMIO ARTEINGENUA 2008, “PLAY THE GAME, mettiti in gioco con l’arte” è annullato.
È stata questa, per me, una decisione sofferta, eppure necessaria, dovuta a diversi fattori che vanno ricondotti prevalentemente ad un solo e unico motivo: la mancata conferma della partecipazione di alcuni sponsor, a causa dell’attuale congiuntura economica internazionale.

E la congiuntura economica internazionale stritola anche tele, fotografie e sculture…

Inserito da: Paolina | Febbraio 28, 2009

Donne in Arte: Love/Amore. Pisa, 7-18 marzo 2009

locandina-love-2009_m21

Si inaugura sabato 7 Marzo 2009 alle ore 18,00 presso gli storici spazi espositivi del CentroArteModerna di Pisa (Lungarno Mediceo,26) la mostra “LOVE /  AMORE: Universo Artistico Femminile Contemporaneo”  a cura di Massimiliano Sbrana (fino al 18 Marzo 2009 con ingresso libero), promossa da Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato in collaborazione con il CentroArteModerna, ed  il patrocinio di Provincia e Comune di Pisa.
Inserita nel progetto “Donne in arte” in questa occasione si cercherà di fare maggior luce sul concetto femminile dell’AMORE (Love) sempre nell’intento comunque di valorizzare la realtà artistica femminile con un  riferimento al panorama artistico contemporaneo. Il ‘900 è stato il secolo del risveglio della donna, il tempo in cui la donna ha conquistato il proprio posto nel mondo, nella cultura e nella società. E’ stato questo il secolo che ha visto grandi donne affacciarsi al mondo della storia, della politica. della scienza, dell’arte. La donna è un essere sensibile, sensoriale, ha luna visione globale del mondo e del reale. E’ recettiva come la terra, è soggetto fertile in ogni campo, nella maternità corre nell’arte, nella scienza come nella ricerca. Ella è soggetto che basa la sua attività intellettiva soprattutto nell’intuizione. L’intuizione è un modo di conoscenza del tutto particolare: è illuminazione, è un modo di andare alla scoperta mediante ragionamento e sentimento fusi insieme saltando gli aspetti formali del pensiero deduttivo ed induttivo. Ella porta alla penetrazione della verità attraverso modi insospettati. La donna possiede questa particolare capacità di cogliere dentro se stessa e dentro le proprie forme inconsce elementi creativi ed innovativi di grande importanza sia sul piano individuale sia su quello collettivo.
La donna possiede questa particolare capacità di cogliere dentro se stessa e dentro le proprie forme inconsce elementi creativi ed  innovativi di grande importanza sia sul piano individuale sia su quello collettivo.

In esposizione le opere (Pittura, Scultura, Fotografia, Digital Art) di importanti artiste provenienti da tutta Italia e non solo:
Valeria Brunelli,Cristina Califano, Rosaria Canino, Ewa Chacianowska , Paola Grizi, Elisa Lorenzelli, Daniela Maccheroni, Angelica Marrotta , Laura Micheli, Anna Ostanina, Anna Khimenko, Pardo Kickhoeffel, Ingrid Predaroli, Lucia Sandroni , Daniela Volpe, Laura Zoppo.

La mostra è visitabile  (Lunedì mattina chiuso – festivi telefonare) con orario 10 – 12,30 / 16,30 – 19,30; Domenica 17-19,30; Lunedi Mattina chiuso;  per appuntamenti o informazioni Tel. 050542630 o email mostre@centroartemoderna.com (ingresso libero)

Altre informazioni sul sito: www.Centroartemoderna.com/programma.html

inaugurazione, 7 marzo 2009

inaugurazione, 7 marzo 2009

Inserito da: Paolina | Febbraio 3, 2009

Giù la maschera! Marino, 7-28 febbraio 2009

locandina-marino

INAUGURAZIONE SABATO 7 FEBBRAIO ALLE ORE 17 CON UN INTERVENTO TEATRALE DELL’ATTORE DINO RUGGIERO


In occasione del Carnevale l’associazione culturale Art Today organizza presso il Museo Civico “Umberto Mastroianni” di Marino (Roma), dal 7 al 28 febbraio 2009, una mostra-evento dal titolo “Giù la maschera!”, a cura di Adelinda Allegretti.
Una quarantina di artisti sono stati invitati a dipingere, manipolare, trasformare in un’opera d’arte una maschera in cartapesta realizzata a sua volta da maestri veneziani. Tutte le opere esposte saranno messe in vendita al medesimo prezzo simbolico ed un terzo del ricavato andrà in beneficenza ad un ente scelto dall’Amministrazione Comunale di Marino.

 

A rendere ancora più unica e preziosa l’iniziativa, tre maschere originali, interamente realizzate in cartapesta e decorate a mano, eseguite dai fratelli Massimo e Sergio Boldrin, indiscussi maestri mascareri veneziani, che dal 1984 portano avanti la loro passione nel laboratorio “La Bottega dei Mascareri”, a due passi dal Ponte di Rialto. Le loro maschere sono state utilizzate da Stanley Kubrick per “Eyes Wide Shut” (1999), suo ultimo capolavoro con Tom Cruise e Nicole Kidman.

 

A completare la mostra una ventina di lavori, su tela e su carta, di Claudio Giulianelli, in cui regna sovrana l’idea della figura e del suo doppio/burattino, che come una maschera ne cela la reale identità.

 

Il giorno dell’inaugurazione l’attore professionista Dino Ruggiero intratterrà grandi e piccoli con un intervento teatrale che vedrà protagonisti i vari personaggi della Commedia dell’Arte.

 

Giù la maschera! è un progetto curatoriale concepito come un work in progress. Gli artisti potranno inserirsi in corso d’opera, dato che gli appuntamenti con spazi pubblici e privati si avvicenderanno continuamente.

Agli artisti è stato chiesto di realizzare una maschera in totale autonomia di tecnica e contenuto e di donarla all’associazione culturale Art Today. Tutte le maschere invendute entreranno a far parte di un nucleo, a cui costantemente se ne aggiungeranno altre. Tale nucleo di maschere sarà continuamente presentato, sia per delle serate-evento che in occasione di mostre vere e proprie, in spazi pubblici e privati, in Italia ed all’estero, garantendo pertanto ai singoli artisti una enorme visibilità attraverso circuiti sia nazionali che internazionali.

In caso di vendita l’artista, se vorrà, potrà rientrare in gioco eseguendo una seconda maschera, ovviamente distinta dalla prima.

Dopo la mostra presso il Museo Civico Umberto Mastroianni, infatti, l’esposizione sarà trasferita a Milano, presso la Galleria AB – Arte Bastia dal 4 all’11 marzo 2009, ed a Bergamo dal 15 al 30 marzo, presso la New Artemisia Gallery. Anche in questi casi, e per ogni manifestazione futura, 1/3 del ricavato sarà devoluto in beneficenza.

Inaugurazione

Inaugurazione

Inserito da: Paolina | Gennaio 15, 2009

smalti e cristalline: i rivestimenti vetrosi della terracotta

Dopo aver parlato degli engobbi (rivestimenti terrosi) e delle patine a freddo, è il momento di parlare dei rivestimenti vetrosi della terracotta: smalti e cristalline.

Le cristalline sono rivestimenti vetrosi trasparenti (incolori o colorati), che si applicano su un oggetto già cotto, detto biscotto,  utilizzati soprattutto sulla terracotta bianca, che non altera il colore della cristallina.

cristallina turchese su base bianca

Fig. 1 - cristallina turchese su base bianca

Gli smalti, invece, sono rivestimenti vetrosi coprenti e, pertanto, possono essere agevolmente usati anche su supporti non bianchi.

Fig. 2 - smalto verde su base rossa

Fig. 2 - smalto verde su base rossa

Le tecniche per smaltare un oggetto sono diverse:  la spruzzatura (con un appoisito strumento professionale), l’immersione e la pennellatura.

Una tecnica, forse poco ortodossa, ma molto pratica per chi ha poco spazio e non vuole trovarsi con un secchio di smalto da conservare liquido è quella di utilizzare un mestolo da cucina. Si diluisce una quantità limitata di smalto in polvere con acqua (al 50% circa) e si mescola accuratamente fino ad ottenere un liquido omogeneo senza grumi (eventualmente si può passare al setaccio). Poi, con il mestolo,  si procede a versare il liquido sull’oggetto da smaltare. E’ importante procedere in modo uniforme e continuo, evitando di interrompersi tra una “mestolata” e l’altra, altrimenti rimangono tracce evidenti di questi passaggi separati. Bisogna acquisire un po’ di pratica, perché lo smalto si asciuga molto rapidamente, ma il metodo è efficace e poco ingombrante.

Prima di colorare un oggetto di terracotta con smalti o cristalline, bisogna accertarsi che, qualora sia destinato a fini alimentari, non contengano piombo, sostanza molto dannosa alla salute.
Per altri oggetti non c’è alcun problema, in ogni caso è  meglio lavorare con una mascherina che protegga dall’inalazione delle polveri e con guanti monouso.

Inserito da: Paolina | Dicembre 10, 2008

Una playstation… di creta!

E’ vero: mi piace lavorare con la creta ma… non mi era mai passato dalla mente di ricreare addirittura una fredda e tecnologica playstation.

L’idea è venuta a mio figlio di 5 anni, dopo essere stato da un amico che la possedeva. Non avendola mai vista prima, ne è rimasto affascinato: si sparava con una pistola vera a tantissimi nemici cattivi. Temevo la volesse chiedere a Babbo Natale, invece no (per fortuna preferisce sempre Wall-E o un cavaliere dello Zodiaco!).

Tornato a casa, ha iniziato a ricostruirsela in formato non tecnologico. Mi ha chiesto aiuto per realizzare un nemico, armato, con i denti aguzzi e lo sguardo cattivo, poi è passato a fare la pistola con la rotella e le relative tacche.

Felicissimo di essere riuscito a fare un giocattolo interamente da solo, improvvisamente gli si è aperto un mondo: la possibilità di creare da sé tutti i giochi che vuole, come li vuole! Così anche la sorellina di 3 anni ha voluto che realizzassimo insieme Biancaneve alla velocità della luce, ed ecco i risultati:

 

 

La pistola la vuole colorata di verde scuro, e non vede l’ora di farla vedere ai suoi amici.  E la piccola vuole fare tutta la serie delle principesse delle favole (aiuto!!).

Magie della creatività dei bambini!

Articoli precedenti »

Categorie