Un giardino ricco di ulivi e mandorli a ridosso del mare di Sciacca, nella Sicilia occidentale, fa da sfondo ad una moltitudine di teste scolpite nella roccia (Fig. 1), risultato dell’operosa inventiva di Filippo Bencivenga, l’eccentrico artista-contadino che venne chiamato “Filippo du li testi”.
Nato a Sciacca nel 1888, in una povera e numerosa famiglia, lasciò presto gli studi ed emigrò in America, paese nel quale non si integrò. Fu proprio allora che un episodio segnò la sua vita: innamoratosi di una ragazza, fu malmenato dal suo rivale in amore e la sensibilità del suo animo ne fu turbata al punto che il suo carattere ne risultò alterato. Tornato in Sicilia, comprò il piccolo podere dove trascorse il resto della sua vita, dipingendo e scolpendo ovunque le teste che oggi vi si possono ammirare (Fig. 2).
I personaggi ritratti sono tutti diversi, e rappresentano i sudditi del suo regno immaginario, a motivo del quale amava farsi chiamare “sua Eccillenza”. Morì nel 1967 a 78 anni, lasciando quest’opera estesa, da cui provengono alcune sculture in esposizione presso il museo dell’Art Brut di Losanna.

