“Speen parigino” di Charles Baudelaire, nella traduzione che ne fa Angelo Ariemma, edizioni Magi, 2013, e’ un testo attualissimo, che stimola continue riflessioni sul senso della vita e sulla realta’ dei valori. Tutto questo con un senso di leggerezza, che caratterizza questa prosa poetica, attenta ad ogni piega e ad ogni sfumatura dell’umano sentire.
Come sottolinea Ariemma, cresciuto, come molti, nell’illusione che l’arte e la poesia fossero i valori capaci di dar senso alla vita, ormai ci si ritrova a meditare sul dato di fatto che, superata anche l’annosa dicotomia essere-avere, siamo in balia della sola apparenza. Se già Baudelaire manifestava il disagio malinconico dell’intellettuale che avvertiva di trovarsi come un povero saltimbanco addolorato e spodestato, a tutt’oggi queste prose poetiche e ironiche ci invitano a scandagliare il nostro io per affrontare il senso della vita umana, che può trovare un suo perché solo nella condivisione dei sentimenti, al di la’ del crollo delle illusioni.
Con l’aria rassegnata di coloro i quali sono condannati a sperare sempre, lo stato d’animo descritto e’ quello della inesausta melanconia. L’uomo si trova a disagio in tutte le circostanze: moltitudine e solitudine sono termini uguali e convertibili perché “chi non sa popolare la sua solitudine, non sa nemmeno essere solo in una folla indaffarata”, e auspica le tenebre quali liberatrici dall’angoscia che ci attanaglia. Ma ciò che da’ realmente la possibilità all’uomo di sentirsi vivo in ogni tempo e’ l’ebrezza dell’arte che, più di ogni altra cosa, e’ atta a velare il terrore del baratro: “il genio può recitare la commedia sulla soglia della tomba, con una gioia che gli impedisce di vedere la tomba, perduto, com’è, in un paradiso che esclude ogni idea di distruzione”. Così, nel capitolo intitolato “siate ebbri”, Baudelaire ci indica finalmente una via, concisa ma efficace: “siate ebbri senza posa! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro”. E’ questa ebrezza che ci fa sentire vivi nonostante tutto, nonostante la perdita di tutte le certezze, che accomuna il tempo ottocentesco a quello odierno, nell’alternanza di corsi e ricorsi storici di vichiana memoria.

Annunci

invito 25 maggio

Cari amici, la mia personale si avvicina…
Di seguito ecco il comunicato stampa della mostra.
Vi aspetto numerosi!!

Nello storico centro di Formello (RM), dal 25 al 29 maggio 2013, presso la Sala Orsini di Palazzo Chigi, la Galleria Vittoria presenta “Emersioni”, personale di Paola Grizi. La mostra, a ingresso libero, raccoglie una selezione di 15 opere, tra sculture e installazioni in terracotta, realizzate dal 2010 al 2013.

La scultura è “una disciplina che Paola affronta con tratti eleganti e discreti, ma allo stesso tempo decisi e densi di consistenti significati. Nel suo mondo si aggirano figure che sono anche metafore cariche di messaggi da interpretare o decifrare. Esistere è una esigenza e la Grizi, elegante per natura e caratterialmente discreta, desidera comunicarlo in modo deciso ed emozionante” (Gianluca Belli – Galleria Giudecca 795 – Venezia).

Questo ciclo di lavori, in particolare, ruota intorno alla rappresentazione della figura femminile e al concetto di “emersione”, intesa come disvelamento di qualcosa che prima era nascosto. Di lei scrive Giorgio Di Genova (storico e critico d’arte): “La Grizi, nella sua produzione, alterna opere d’impianto accademico ad opere di epifanie improvvise all’interno di soluzioni più libere e movimentate”. Sono visi che emergono dalla materia, sguardi che sembrano osservare un mondo che non ci si aspetta, con lo stupore di un bambino che lo osservi per la prima volta. Di una di queste opere (“improv-viso”) parla Giorgio Di Genova: “Come altre opere con neonati tra mossi panneggi, anche questa va letta come una nascita. Anzi, probabilmente, come una ri-nascita personale”.
E tracce di questa ri-nascita sono presenti tra le opere in esposizione.

Cenni biografici
Paola Grizi è cresciuta in una famiglia dove l’arte è tradizione. Ha coltivato questa passione parallelamente ad altri percorsi di studio e di lavoro (laurea in Lettere, giornalismo). Nel 2009 ha vinto a Firenze il Premio speciale della critica (al Premio internazionale La Pergola Arte), espone permanentemente a Venezia presso la Galleria Giudecca 795 e tiene corsi di scultura nel suo laboratorio di Roma. Allieva del maestro Salvatore Rizzuti, docente di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, ha approfondito sotto la sua guida, la figurazione tradizionale, acquisendo strumenti volti a indirizzare l’esperienza verso forme di stilizzazione simbolica.

Inaugurazione: Sabato 25 maggio alle ore 18.00
Durata: 25-29 Maggio 2013
Presso: Sala Orsini – Palazzo Chigi – Formello (RM)
orario Sala Orsini –Palazzo Chigi (Formello – RM): tutti i giorni 10.30-13 – 15-18
fuori orario su appuntamento
info: http://www.paolagrizi.cominfo@paolagrizi.com
cel. 334 1450612

Pubblicato da: Paolina | febbraio 24, 2013

Elementari: il team building con l’argilla

Fig. 1 - fase collettiva

Fig. 1 – fase collettiva

Un solo lavoro, composto da diverse parti: il proprio stile a vantaggio della classe, per stimolare lo spirito di gruppo, unito alla valorizzazione dell’individualità. Non sto parlando di politica ne’ di nazione, ma di team building applicato ai bambini di una seconda elementare romana.

In contesti in cui i valori di lealtà e unita’ tra individui sembrano trovare sempre meno spazio in tutti i contesti, questo tipo di attivita’, individuale e collettiva allo stesso tempo, è riuscita a divertire e a sensibilizzare sul senso di appartenenza ad un gruppo.

L’idea e’ stata quella di creare una piccola città, dove ognuno e’ responsabile della propria casa a vantaggio del comune decoro urbano.

Ogni bambino ha plasmato la sua, partendo da una lastra di creta, stesa con il mattarello e due stecche di legno laterali, per creare uno spessore uniforme. Successivamente ha inciso in modo leggero i contorni e i dettagli della propria abitazione con uno stecchino. Con stecche e mirette, ha plasmato finestre, porte, personaggi affacciati alla finestra o sull’uscio e ha ritagliato i contorni del proprio lavoro.

Si e’ poi passati alla colorazione con engobbi.

Infine i bambini hanno attaccato con la barbottina la loro casa vicino alle altre abitazioni su una lastra più grande, precedentemente preparata per la fase finale.

Qui e’ subentrato il momento del coordinamento e della visione collettiva del lavoro: rispettare il posto dell’altro, accettare il diverso, abbellire lo spazio comune. Tutto ciò che potremmo pensare in grande, per le nostre città e nazioni.

L’educazione parte da piccoli: chi voleva scrivere negli spazi comuni un proprio slogan, si e’ reso conto che la città e’ di tutti e che i commenti vanno a favore della collettività.

Un lavoro divertente e alquanto istruttivo per i cittadini di domani e, magari, per formare correttamente i politici del futuro…

Fig. 2 - La città della 2A

Fig. 2 – La città della 2A

Pubblicato da: Paolina | novembre 29, 2012

NATARTE: il dono delle emozioni in via Margutta

Presso la Galleria Vittoria di via Margutta 103 a Roma, si inaugura il 12 dicembre alle 18.30 NATARTE, mostra delle opere di 30 artisti, tutte dello stesso formato messe in vendita tutte allo stesso prezzo. Artisti emergenti ed affermati che si incontreranno in questa iniziativa all’insegna del regalo.

Il dono dell’emozione per chi la riceve, la offre e la conquista.

Gli artisti in mostra sono:  Anna Zavileiskaia- Russia, Adriana Pignataro, Alessandro Cignetti, Anna Saegesser Pavone Beatrix Jourdan – Ungheria, Senegal Boris Indrikov Russia, Celine Carbonell – Francia, Chiara Abbatacchio, Claudio Meli, Claudio Spada, Cristina D’ambrosio,Cristiano Quagliozzi, Daniela Poduti, Danilo Buniva, Enzo Fabbiano, Etty Bruni, Fabio Imperile, Fabio Piscopo, Gaia Galifi, Gianmaria De Luca, Giovanni De Angelis, Gualtiero Redivo Key Gross (Konstantin Smirnov)Russia, Kristina Milakovic, Luciano Rignasense, Lucio Rossi Luminita, Marco Zappa, Maria Rita Gravina, Maria Teresa Protettì, Paola Grizi, Patrizio De Magistris, Roberto Pelliccia, Stefano Bufalini, Tiziana Befani, Valeria Patrizi.
Parte del ricavato della vendita delle opere verrà devoluto ad un ente benefico per l’acquisto di giochi che saranno donati il giorno dell’epifania, quest’anno è stato scelto la Casa famiglia “San Giuseppe” di Rocca di Papa, Roma.
Inaugurazione: Mercoledì 12 Dicembre alle ore 18.30
Durata mostra: 12 Dicembre – 31 Dicembre 2012
Laboratori per bambini a cura degli artisti: sabato e domenica 16-17-22 e 23 ore 16.30; costo 10€ a bambino, 5€ il secondo figlio.
Prenotazione obbligatoria
Sede: Galleria Vittoria di via Margutta, 103 Roma  – http://www.galleriavittoria.com/
Direzione Artistica: Kora Diffusione Culturale e Galleria Vittoria
Ufficio Stampa: Kora Diffusione Culturale (347.0058042) Galleria Vittoria (0636001878)
Pubblicato da: Paolina | ottobre 30, 2012

“Prodigiose amazzoni”: il nuovo libro di Gabriella Romano

Pubblicato da: Paolina | settembre 21, 2012

L’open day di ArGiLLaDreaM

L'open day di A r G i L L a D r e a M

Il prossimo OPEN DAY di ArGiLLaDreaM è previsto per sabato 6 ottobre 2012, ore 17-20
in via Giambattista Vico, 22 – Roma (Metro Flaminio)

Pubblicato da: Paolina | agosto 31, 2012

XXXIX Premio Sulmona – 1-29 settembre 2012

da Abruzzoblog.it

http://wulisse.blogspot.it/ di Angelo Ariemma

Fig. 1 – Pan e Siringa, 2003 – cm 60x170x70, assemblaggio di parti ferrose recuperate

“Il Convivio” è il titolo della mostra di Patrick Alò a Viterbo, presso il Palazzo degli Alessandri, dal 19 al 29 maggio 2012.

Spunto della mostra sono le recenti riletture sulla genesi del Sacro Bosco di Bomarzo effettuate dallo storico dell’arte Antonio Rocca. Il Sacro Bosco, uno dei capolavori più stranianti ed enigmatici dell’età moderna, ha stimolato lo storico dell’arte ad una rilettura che mette in discussione le proposte ermeneutiche fin qui avanzate. Secondo tale interpretazione ogni cosa tornerebbe al suo posto seguendo un percorso diverso che da Marsilio Ficino, attraverso Egidio da Viterbo giunga fino a Giordano Bruno.

Da queste suggestioni interpretative prende vita una straordinaria macchina di memoria, che Patrick Alò interpreta con sculture magiche e mitologiche, realizzate assemblando diverse componenti metalliche.

Bielle, carburatori, lame di falciatrici, forbici e chiavi inglesi, componenti di moto e resti di macchine industriali, divengono eleganti divinità dell’Olimpo: Mercurio, Venere, Prometeo, la Sfinge ti indicano la via di una trasformazione che ha ridato vita ai resti di una divinità fallimentare, al sogno svanito di un secolo industrializzato, che sull’opera delle macchine ha basato illusioni e speranze di lavoro e di miglioramento economico” (Alfio Borghese – Curatore della mostra)

Fig. 2 – Faraòn Meteosès (anagramma di Stefano Amorese), Poesia ispirata al “Pensatore”

Fig. 1 - Liberi dalla schiavitù delle parole (tecnica mista, vetroresina, rame su tavola), 2004 - particolare

“Saper usare il pennello e saper modellare sono due modi profondamente diversi di esprimere la propria creatività…”

così Lorenzo Zichichi nella prefazione al catalogo introduce il discorso sull’arte di Alessandro Kokocinski (artista di origini polacche e russe, ma vissuto a lungo in Sud America), il quale, invece, riesce a coniugare armoniosamente le due modalità, per la quale ragione Zichichi usa il neologismo di pittoscultore.

Dopo un periodo in cui apprende il mestiere di circense, di addomesticatore di cavalli, da autodidatta studia il disegno e la pittura e, a partire dal 2003, avvertite l’esigenza di affrontare l’itinerario scultoreo, con sculture a tuttotondo plasmate con la creta, ma anche con forme in vetroresina policroma

“che hanno bisogno  di uscire dalle tela, ma vi rimangono ancorate in uno sforzo espressivo che non vuol perdere il contatto con il supporto principale della figurazione”

è il caso di molte opere altamente comunicative e drammatiche, quali “sublimazione della vita” del 2004 o ” come la tempesta senza fine” del 2005.

Fig. 2 - sublimazione della vita (vetroresina, rame su tavola), 2001

Talvolta le figure hanno sembianze di fanciulli, con cappelli e con ali (Fig. 1), evocano un mondo fantastico, popolato di piccoli maghi o elfi. In altre opere, invece, prevale il mondo delle tenebre che sembra fungere da monito per l’uomo che ancora abita questa terra. Speranza e disperazione si alternano, talvolta convivono, nell’arte di Kokocinski.

Fin dai suoi esordi, Carlo Ludovico Ragghianti affermava che l’artista

ha una certezza originaria d’ispirazione, un’individualità espressiva, una forza visionaria, che lo collocano con una singolare autorità nel mondo artistico contemporaneo.

Ho incontrato quest’anno Alessandro Kokocinki a Tuscania, nel suo vasto e poetico laboratorio, una ex chiesa dai soffitti a volta, con una stufa a legna che rende l’ambiente ancora più accogliente e disordinatamente artistico. Dopo una chiaccherara partita dall’arte pittorica e scultorea, si è passati a parlare di attualità, fino ad arrivare alla geografia -la sua- che abbraccia i tanti paesi in cui ha vissuto (Argentina, Cile, Italia…) e di cui ha colto la vera essenza. Ho avuto la sensazione di avere di fronte a me non solo un grande artista, ma anche un “cittadino del mondo” con una visione ampia delle cose, data dal suo vivere in contesti tanto diversi.

Mi regala un suo catalogo, e mi saluta esortandomi a non dimenticarmi mai che la creta è una bella e grande cosa. Porto con me sensazioni uniche che provengono dal fruire di un’arte non mediata da un museo, ma nativa e diretta, colta nel luogo stesso in cui viene creata.

Pubblicato da: Paolina | marzo 7, 2012

L’arte di Paola Grizi: TGR Lazio, 6 marzo 2012

L’arte di Paola Grizi: TGR Lazio, 6 marzo 2012

Pubblicato da: Paolina | febbraio 24, 2012

Salvatore Rizzuti: le mille forme dell’anima

Ecco una presentazione adeguata per un grandissimo scultore contemporaneo, Salvatore Rizzuti, nonché amico personale e maestro ineguagliabile. Condivido questo reportage, magistralmente realizzato, dedicandolo anche a quel destino misterioso e di lontanissima origine, che ci unisce nel comune territorio siciliano. Lo so, sto parlando in modo sibillino, ma sarebbe troppo lungo da spiegare.

Ora lascio spazio alle meravigliose immagini. Buona visione!

Salvatore Rizzuti: le mille forme dell’anima

Pubblicato da: Paolina | gennaio 22, 2012

Crescere con l’argilla

Imprimere sulla creta uno stato d’animo, senza bisogno del filtro “adulto” della parola, rappresenta per il bambino la possibilità di coltivare più a fondo la propria personalità.  L’opportunità di esprimere il proprio mondo interiore in maniera totalmente libera prescinde dalle regole cui è costantemente sottoposto a scuola, a casa, ma anche con gli amici e nello sport.

Fig. 1 - barche

L’argilla, elemento duttile e plastico, stimola nei bambini l’autonomia e il senso critico, ne valorizza l’autostima, grazie anche alla partecipazione necessariamente attiva nel fare e nel decidere cosa e come fare.  Si guardano le cose da un diverso punto di vista, si cercano soluzioni alternative, si creano relazioni nuove tra ciò che già si conosce. E si restituisce valore al al tempo, con i ritmi naturali necessari a realizzare un oggetto, come sa chiunque si sia cimentato nel bricolage.

Più avanti tecnica ed emozione si bilanciano in un’armonia particolare. In qualche modo il bambino si mostra e parla di sé attraverso il proprio lavoro, sviluppa sensibilità, riempie di significato la realtà, vivendo l’entusiasmante presente della manualità creativa (fig. 2)

Fig.2 – autoritratti

A livello didattico l’uso di una materia plastica come la creta contribuisce a far percepire concretamente l’idea di spazialità che, nei programmi scolastici, si limita per lo più all’utilizzo del disegno e della pittura: si copia raramente dal vero, più spesso a memoria su un foglio, fino ad arrivare più avanti al concetto di prospettiva e di geometrizzazione, sempre trascurando quasi completamente la terza dimensione.

La manipolazione dell’argilla riavvicina quindi l’individuo, e il bambino di oggi in particolare, sempre più abituato a gestire situazioni in modalità video, alla materia: un 3D tutt’altro che virtuale!

Pubblicato da: Paolina | gennaio 14, 2012

Open Studios

Pubblicato da: Paolina | dicembre 14, 2011

A via Margutta pittori, ma anche scultori

Alcune mie sculture sono esposte presso la Galleria Vittoria, orario 10-20.

Pubblicato da: Paolina | novembre 6, 2011

Babbo Natale è più simpatico se creato dai bambini…

Il Natale si avvicina e un’idea divertente da usare come centro tavola, da regalare ad amici e parenti o, semplicemente, per fare atmosfera in casa, è un Babbo Natale in ceramica realizzato dai bambini.

Occorrente:

– creta bianca e filo per tagliare la creta;

– barbottina bianca (miscela cremosa di acqua e creta);

– engobbio rosso in polvere da diluire in acqua;

– pennelli;

– stecche e mirette per la creta;

– stuzzicadenti da spiedini.

Procedimento

  1. Tagliate un pezzo di creta di grandezza variabile a seconda di quanto grande vorrete far realizzare il Babbo Natale.
  2. Fatelo lavorare con movimento circolare su un tavolo per ottenere una forma sferica.
  3. Tagliate la sfera così ottenuta con il filo a 3/4 , per rendere “poggiabile” il futuro Babbo Natale.
  4. A questo punto fate premere con le dita all’interno della base del Babbo Natale per vuotare l’interno, lasciando un contorno omogeneo di circa 1 cm di spessore. Per fare questo non occorre togliere creta ma, semplicemente, sposatarla premendo con le dita dal centro verso l’esterno.
  5. Create una seconda sfera, molto più piccola, che sarà la faccia e la barba di Babbo Natale.
  6. Stesso procedimento per svuotarla.
  7. Prima di incollarla con la barbottina sulla cima del corpo, ricordate di bucare la sfera più grande con lo stuzzicadenti da spiedino per non creare bolle d’aria che farebbero scoppiare l’oggetto.
  8. Fate realizzare barba e viso di Babbo Natale, secondo l’immagine che ne hanno i bambini.
  9. Aggiungete il cappello conico partendo da un’altra sfera tagliata, trasformata in cono e svuotata con lo stesso procedimento (senza tralasciare di bucare anche la parte di testa coperta con lo stuzzicadenti da spiedino).
  10. Aggiungerte il pon-pon, incollandolo con la barbottina, così come il contorno del cappello.
  11. Volendo, si possono far aggiungere altri particolari: una cintura con la fibbia, dei bottoni, un sacco dei regali sulla schiena.
  12. Fate colorare le parti rosse del vestito di Babbo Natale con l’engobbio (nella foto è giallo in quanto si tratta di un engobbio che cambia colore in cottura), mentre conviene lasciare bianco tutto il resto per non farne un arlecchino invece che un Babbo Natale.
  13. Dopo la prima cottura, si può passare la cristallina lucida e trasparente e cuocere nuovamente in forno da ceramica per rendere ancora più brillante l’inimitabile Babbo Natale creato dei bambini.
Pubblicato da: Paolina | novembre 1, 2011

Una festa diversa: il compleanno in laboratorio

Come organizzare una festa divertente per i bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni?  Oggi, sempre più spesso, ci si affida agli specialisti dell’animazione, che si mascherano da personaggi, fanno teatrini, truccano i visi, fanno giochi di magia, fanno “scartare la carta dei regali” e così via. I bambini si divertono e vengono costantemente intrattenuti, in modo che tutto fili liscio, anche per i genitori e per gli ospiti adulti.

Quello, però, su cui non si riflette abbastanza è che, in questo tipo di intrattenimento, i bambini sono per lo più “spettatori” di qualcosa di ideato completamente da altri: per gran parte del tempo assistono a uno spettacolo, raramente da protagonisti e, comunque, mai seguendo una propria originale idea. La riuscita della festa è determinata, in gran parte, dalla bravura e dalla simpatia dell’intrattenitore:  di qui la ricerca affannosa (e dispendiosa!) delle mamme per accaparrarsi l’animatore più bravo, più eccentrico, più buffo.

Pochi riflettono sul fatto che esistono modalità differenti e più creative per festeggiare adeguatamente un’età irripetibile sul fronte della fantasia: una di queste consiste nell’organizzare la festa in un laboratorio artistico. Qui le idee vengono pensate direttamente dai bambini, che poi le realizzano concretamente con le proprie mani e non c’è soddisfazione più grande che vedere e portare a casa il risultato del proprio impegno, e non un regalino qualsiasi! Nel caso dell’argilla, poi, la manipolazione di una materia duttile e plastica, che segua i movimenti delle proprie mani e la vibrazioni della propria anima, in una fase evolutiva così fertile, è di grande importanza.

Nel laboratorio di ArGiLLaDreaM, allestito a festa, non mancano la torta con le candeline, lo scarto dei regali ma, la maggior parte del tempo, è dedicata alla libera creatività dei bambini. Il festeggiato sceglie un tema di suo gradimento e ognuno lo interpreta, assistito -solo tecnicamente- dalle insegnanti. In una festa in cui l’argomento era la barca si sono visti velieri a fiori, spaventosi mostri, animali come in un’arca di Noé, in un’altra in cui una bambina aveva scelto il più prosaico tema del portapenne, e’ stato un susseguirsi di bassorilievi con personaggi, elementi geometrici, coccinelle, draghi e automobili… Un tripudio di idee immersi nella fantasia allo stato puro, un piacere anche per gli occhi degli adulti, che rimangono stupiti dalla sorprendente inventiva dei propri figli quando li vengono a prendere in un contesto del tutto differente dal solito.

Pubblicato da: Paolina | settembre 27, 2011

ArgillaNetWork: i corsi di quest’anno


Laboratorio bambini (dai 4 anni in su, 1 volta settimana):
- martedì
- mercoledì
- giovedì

orario (a scelta): 
- 15.00-16.30 
- 17.00-18.30
 
Corso di design e scultura (adulti, 1 volta a settimana):
- martedì
- mercoledì
- giovedì

orario: 
- 10.00-13.00 

Corso serale di scultura in terracotta (adulti):
- mercoledì

orario: 
- 19.00-21.00 

Il Natale personalizzato (adulti - 4 incontri)
a scelta:
- lunedì ore 19-21
- mercoledì ore 14-16

www.argillanetwork.com
info@argillanetwork.com
cel. 334 1450612 

Roma, a 20 mt da Metro Flaminio
Pubblicato da: Paolina | settembre 1, 2011

ArgillaNetWork da Explora, il museo dei bambini di Roma

Pubblicato da: Paolina | agosto 5, 2011

Le teste scolpite nel castello incantato di Sciacca (Sicilia)

Un giardino ricco di ulivi e mandorli a ridosso del mare di Sciacca, nella Sicilia occidentale, fa da sfondo ad una moltitudine di teste scolpite nella roccia (Fig. 1), risultato dell’operosa inventiva di Filippo Bencivenga, l’eccentrico artista-contadino che venne chiamato “Filippo du li testi”.

Fig. 1 - alcune delle teste di Filippo Bencivenga

Nato a Sciacca nel 1888, in una povera e numerosa famiglia, lasciò presto gli studi ed emigrò in America, paese nel quale non si integrò. Fu proprio allora che un episodio segnò la sua vita: innamoratosi di una ragazza, fu malmenato dal suo rivale in amore e la sensibilità del suo animo ne fu turbata al punto che il suo carattere ne risultò alterato. Tornato in Sicilia, comprò il piccolo podere dove trascorse il resto della sua vita, dipingendo e scolpendo ovunque le teste che oggi vi si possono ammirare (Fig. 2).

Fig. 2 - un personaggio del castello incantato

I personaggi ritratti sono tutti diversi, e rappresentano i sudditi del suo regno immaginario, a motivo del quale amava farsi chiamare “sua Eccillenza”. Morì nel 1967 a 78 anni, lasciando quest’opera estesa, da cui provengono alcune sculture in esposizione presso il museo dell’Art Brut di Losanna.

Older Posts »

Categorie