Pubblicato da: Paolina | settembre 2, 2009

Giovanna Ceccaroni Cambi-Voglia: scultrice e… zia

L'artista Giovanna Ceccaroni

Giovanna Ceccaroni Cambi-Voglia è nata a Torino nel 1939. Fin dall’infanzia è stata attratta dall’arte e dalla ceramica che suo zio, l’accademico Rodolfo Ceccaroni, ha accresciuto in lei. Il sentimento religioso e la Bibbia stessa sono l’origine e l’ispirazione delle sue terrecotte, dove traspare la figura femminile nel suo ruolo di costruttrice di uomini.

colonne

Personalmente devo dire che la Giovanna (zia non è un termine che le piaccia e l’articolo è tipico della zona in cui vive – la Romagna) è stata fondamentale nella mia formazione dal punto di vista artistico, e non solo. Gemella di mia madre, entusiasta e gioiosa nella crescita dei bambini, con pazienza ed empatia ha trasmesso a mio fratello e a me la passione per la creta nei primi anni di vita (quindi è responsabile indiretta anche dell’esistenza di questo blog!).  

La grande madre di Dio

Delle sue terrecotte Mons. Ersilio Tonini dice:

è luce che piove dall’alto, sono immagini che affiorano dalla creta; sono figure che riecheggiano pagine dell’Antico e del Nuovo Testamento, quasi ideale presepe visto come metafora della condizione umana: l’attesa di una venuta che sola può saziare e dare compimento al desiderio dell’uomo….
è un dono prezioso quello che Giovanna ci ha fatto; gliene siamo grati: è alimento per lo spirito, è gioia degli occhi, quasi un breviario dell’anima.

Giovanna ha esposto nel 1985 alla Galleria “La Meridiana” di Recanati, insieme al pittore Philippe Artias, artista che ha lavorato 5 anni a Valauris con Pablo Picasso, nel 1988 nella mostra degli artisti contemporanei cesenati “di fronte a Maria”, nel 1992 nella personale a S. Damiano in Assisi in occasione della festa del Cantico.

Il Prof. Luigi Dania, in occasione di questo evento, la presenta così:

Il suo mondo è legato alla casa, alla famiglia, al culto delle cose semplici, compenetrate con l’apporto della mente e del cuore, con l’ausilio di un medium antico e moderno insieme, la terracotta… Le sue creazioni potrebbero richiamare nello spirito e nel sentimento gli scomparti di predelle di scuola senese del ‘400, gli eventi fantasiosi che un Gentile da Fabriano, un Angelico, un Sassetta hanno saputo consegnarci, ed in parte legate al dialogare di antica saggezza e di vivida e sentita compenetrazione umana che Rodolfo Ceccaroni ha saputo affidarci. Tutto viene esternato con rara intimità, misura ed equilibrio. Una scultrice, la Ceccaroni, che riesce a riscoprire orizzonti dimenticati su cui meditare.

A tutte le donne con la casa sulle spalle

L’architetto Vittorio Gandolfi prosegue:

Dotata dalla Natura di una particolare sensibilità per la materia che tratta, Giovanna sa trasfondere nella plasticità dell’argilla l’umanità di tante situazioni, colte con discrezione e sincerità nella loro immediatezza. Sorprendente è la rapidità con cui, dopo giorni e anche mesi di interna maturazione del soggetto prescelto, l’opera nasce e si abbozza in vitali sintesi. Sempre comunque nello spazio di un giorno, entro l’arco di luce del sole che nasce e che muore, col ritmo spontaneo della Natura, che è la logica conseguenza del sentire naturalistico di questa artista.

L'aureola delle cuoche - A tutte le bambinaie

 

Vorrei concludere sottolineando un aspetto forse trascurato dai critici, che filtra e fa da sfondo, in maniera discreta, a molte sue opere (come quest’ultima): si tratta del dono dell’ironia. Sottile e, a volte, appena accennata, fa parte integrante del suo essere e del suo vivere. Con un’aureola a forma di padella ci strappa un sorriso e contribuisce ad alleviare l’aspetto pesante della nostra quotidianità.

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Responses

  1. Cara Giovanna,
    ho scoperto con piacere che tua nipote Paolina
    ha il tuo stesso estro artistico…. Ehh, questo DNA,a
    volte proprio benedetto e” piovuto” dal Cielo che
    ha lo stesso colore dei tuoi occhi.
    Complimenti!
    Lucia Morena

    Recanati,20/7/2010

  2. Ciao Lucia, ho letto il tuo commento alla zia Giovanna, che l’ha molto apprezzato, e che ti manda un caro saluto tramite me…

  3. rovistando nella mia libreria alla ricerca di un vecchio libro mi è capitato tra le mani un catalogo che mi ha colpito per la veste grafica, ovviamente per le opere che ho trovate dense di spiritualità e di bellezza materica, ma anche per una dedica che giovanna aveva lasciato. il catalogo è “terra orante” e la dedica di giovanna è a mia zia suor benigna clarissa del monastero del corpus domini di bologna, oramai da 10 anni nella gloria del signore. poche semplici parole che lasciano trasparire però una dolce affetuosità. vorrei notizie di giovanna, sarebbe carino poterle dire quanto le sue opere mi sono piaciute e quanto mi farebbe piacere conoscerla. chissà se queste parole lasciate qui daranno frutti. grazie angelo cirillo

  4. che sorpresa!! Da sempre sento nominare madre benigna da mia zia giovanna in termini a dir poco lusinghieri… appena ho letto il commento mi sono precipitata a telefonarle, ma in questo momento è in pellegrinaggio e non riesco a contattarla. appena tornerà raggiungibile le leggerò il tuo (posso darti del tu?) messaggio. magari, se possibile, puoi mandarmi il cellulare sulla posta privata (info@paolagrizi.com): sono sicura che sarà felice di sentirti.


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